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Trust in favore di soggetti deboli

Per quanto il nostro ordinamento possa prevedere strumenti giuridici dedicati alla gestione di situazioni di obiettiva difficoltà , la scelta delle modalità di protezione del soggetto debole deve essere lasciata alla famiglia di origine in quanto solo la famiglia conosce le esigenze morali ed economiche del soggetto da assistere e solo i genitori possono sapere cosa è più idoneo per il proprio figlio.

Detto questo, risulta di tutta evidenza l’inadeguatezza di norme che non hanno come focus la vita del soggetto da assistere bensì si occupano quasi esclusivamente dei problemi di rappresentanza e di gestione del patrimonio del soggetto debole.

Attraverso l’utilizzo di tradizionali strumenti quali l’amministratore di sostegno o l’interdizione si da soluzione (parziale) alle esigenze quotidiane consentendo alla famiglia di compiere – in nome del soggetto debole - quegli atti di vita quotidiana che il soggetto stesso non può per forza di cose porre in essere.

Questi strumenti inoltre non consentono di provvedere all’assistenza del soggetto debole in epoca successiva alla scomparsa della famiglia di origine.

Attraverso l’utilizzo del trust sarà invece possibile disporre - in favore della persona da assistere - dei beni e delle utilità da questi eventualmente prodotti ed esser certi che il vincolo così imposto duri per la vita del soggetto da assistere.

Sotto il profilo strutturale, all’origine, la figura del trustee potrà essere ricoperta dai componenti della famiglia di origine: ad esempio potranno essere trustee gli stessi genitori del soggetto debole prevedendo fin per il futuro una serie di trustee successivi che , alla morte di entrambi i coniugi, assumeranno tale veste.

Inoltre, nel momento in cui i genitori non saranno più in vita, attraverso l’istituzione di un guardiano (o più guardiani) potranno essere poste all’attenzione del trustee quelle esigenze di cura e riabilitazione oppure quelle esigenze di vita quotidiana che normalmente erano svolte dai genitori.

In tal caso un ruolo preminente dovrà essere affidato ai discendenti della famiglia di origine che- ricoprendo il ruolo di guardiano - avranno modo di indirizzare le scelte (anche economiche) del trustee focalizzando l’attenzione sul benessere del soggetto debole.

Il trust consentirà quindi - grazie alla sua flessibilità - di coniugare esigenze professionali di gestione patrimoniale con esigenze affettive e di assistenza medica.

Vincenzo Stuppia



Dottore Commercialista e Revisore Legale. Registered Trust and Estate Practitioner. Professionista accreditato dall’Associazione il Trust in Italia.


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