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Trust ed operazioni commerciali

Come è noto il trust si caratterizza per la estrema flessibilità delle disposizioni che il disponente può legittimamente assumere per cui, riesce ad offrire un ventaglio di soluzioni che soddisfano le esigenze più disparate.

Ciò rende i trust particolarmente adatti a regolare fattispecie di ordine commerciale.

Il trust, ad esempio, può essere utilizzato come strumento di garanzia in luogo di pegno od ipoteca con indubbi vantaggi.

Il pegno e l’ipoteca costituiscono una garanzia reale in favore del creditore il quale, in caso di inadempimento, può rivalersi - con priorità rispetto ad altri creditori - sul ricavato dalla vendita del bene.

Attraverso l’utilizzo dei cennati strumenti tradizionali il creditore avrà una protezione limitata in quanto:
  1. Il bene oggetto di garanzia rimane di proprietà del debitore
  2. Il creditore concorrerà – con privilegio – al riparto del ricavato dalla vendita insieme ad altri eventuali creditori
  3. Per vedersi riconosciuto il credito occorrerà attivare procedure giudiziali

Mediante l’utilizzo del trust avremo invece che il bene non entrerà nel patrimonio del creditore e non sarà quindi soggetto alle variabili vicende della vita del creditore inoltre, in caso di insolvenza, potrà essere attivata una procedura extragiudiziale di vendita del bene posto in garanzia con conseguente risparmio di tempi e costi.

Il trust può inoltre trovare utile impiego in luogo dei patti parasociali.

Come è noto, i patti parasociali sono degli accordi tra soggetti appartenenti alla compagine societaria finalizzati al controllo ed alla stabilizzazione dell’assetto proprietario.

I patti parasociali hanno un'efficacia puramente obbligatoria e non reale.

Ciò significa che l’eventuale rottura del patto produrrà la responsabilità contrattuale di chi ha leso il patto di fronte agli altri sottoscrittori, ma non toccherà il piano della legittimità della delibera assembleare. Sarà quindi possibile esperire azione giudiziaria per risarcimento danni.

L’utilizzo del trust consente invece di porre sulle condizioni pattizie una tutela reale in quanto le azioni divengono di proprietà del trustee e ciascun disponente perde la qualifica di socio in favore del trustee il quale diviene l’unico soggetto titolato ad intervenire in sede assembleare. Conseguentemente in sede di assemblea sarà assicurato un vito in linea con i desiderata dei soggetti aderenti al patto.

Il trust può essere utilmente impiegato anche nelle procedure concorsuali e nella crisi d’impresa in genere oppure come gestore di covenants in ambito di operazioni di ristrutturazione del debito d’impresa.

Per maggiori dettagli rimando alla mia relazione tenuta al V congresso nazionale associazione il Trust in Italia tenuta a Sestri Levante nel 2011 e pubblicata in “quaderni trust e attività fiduciarie” ipsoa 2011.

Vincenzo Stuppia



Dottore Commercialista e Revisore Legale. Registered Trust and Estate Practitioner. Professionista accreditato dall’Associazione il Trust in Italia.


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