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Il redditometro

L’art. 38 V° c. del D.P.R. 600/73 definisce la nuova versione di redditometro come strumento di “accertamento sintetico basato sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva” ; con ciò significando che il reddito verrà determinato sulla base della capacità contributiva rivelata dalla disponibilità di determinati beni e servizi.

Rispetto al passato, l’Agenzia prenderà come riferimento la disponibilità di un ampio paniere di beni: non conterà più solo avere la disponibilità dei beni di lusso originariamente indicati nel D.M. 10.09.1992 (*) bensì saranno presi in considerazioni più ampi e diversi parametri che saranno continuamente aggiornati e non rimarranno fissi e statici come in passato.

(*) Mezzi di trasporto, cavalli da corsa, collaboratori familiari, assicurazioni

Al momento i beni e servizi rilevanti ai fini del redditometro sono i seguenti:
  1. Abitazione
  2. Investimenti immobiliari
  3. Investimenti mobiliari
  4. Spese per mezzi di trasporto
  5. Spese per assicurazioni e contributi
  6. Spese per istruzione e attività sportive e ricreative
  7. Altre spese

Tale analisi presuntiva sarà effettuata per mezzo di una banca dati statistica contenente l’analisi di oltre 50 milioni di soggetti, che evidenzierà anomalie rispetto ad elementi di normalità predeterminata e stabiliti sulla base di gruppi omogenei di contribuenti divisi anche per area territoriale.

L’Agenzia, attraverso lo strumento del “redditometro” in sostanza determinerà una soglia di compatibilità fiscale tra lo stile di vita del contribuente ed il suo reddito dichiarato e deciderà – a seconda del risultato ottenuto – se procedere ad ulteriori controlli oppure attivare accertamenti presuntivi o non procedere ad alcuna attività.

Vincenzo Stuppia



Dottore Commercialista e Revisore Legale. Registered Trust and Estate Practitioner. Professionista accreditato dall’Associazione il Trust in Italia.


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