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La voluntary disclosure

(La Collaborazione volontaria)

1. Premessa

Il provvedimento legislativo sulla collaborazione volontaria, finalizzato alla regolarizzazione di patrimoni illegalmente detenuti all’estero, ha finalmente compiuto per intero il suo iter legislativo.

L’elaborato approvato - frutto di numerose mediazioni - risulta estremamente complesso e richiede da parte degli operatori un grande sforzo interpretativo che, ci si augura, verrà reso meno gravoso dall’emanazione di circolari e provvedimenti attuativi allo stato comunque necessari per definire esattamente il perimetro applicativo delle singole fattispecie.

Il provvedimento consente – entro il 30.09.205 – di regolarizzare tutte le attività e gli investimenti di natura finanziaria detenuti all’estero in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale ex. D.L. 28.06.1990 n. 167 e tutte le violazioni (nazionali) dichiarative in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto commesse sino al 30.09.2014

Per regolarizzare le violazioni di legge commesse, il contribuente dovrà presentare – per tutti i periodi di imposta per i quali alla data di presentazione dell’istanza non sono scaduti i termini per l’accertamento - un’apposita istanza contenente indicazione di tutti gli investimenti e di tutte le attività detenute all’estero alla quale andranno allegati i documenti necessari alla determinazione dei maggiori imponibili.

E’ comunque prevista una determinazione forfettaria opzionale per i casi in cui la giacenza media delle attività finanziarie – calcolata al 31.12. di ogni anno – risulti inferiore ad € 2.000.000,00.

La Legge 15 dicembre 2014 n. 186 sulla voluntary disclosure prevede anche che possano aderire alla procedura agevolativa soggetti che non hanno commesso violazioni alla normativa sul monitoraggio fiscale e che detengano disponibilità finanziarie non dichiarate sul territorio italiano.

In tale ultimo caso il provvedimento prevede la sanatoria obbligatoria per tutti gli anni ancora accertabili e riguarda le violazioni dichiarative commesse sia in materia di imposte dirette che di imposta sul valore aggiunto commesse alla data del 30.09.2014.

La procedura di collaborazione volontaria “internazionale” riguarda tutti i soggetti - residenti nel territorio dello stato - tenuti alla compilazione del quadro RW e che detengano direttamente le disponibilità finanziarie oppure che ne siano i titolari effettivi ai sensi della disciplina antiriciclaggio, mentre invece quella “nazionale” riguarda una platea di soggetti potenzialmente molto più ampia in quanto destinatari della procedura sono i tutti i soggetti passivi ai fini delle imposte dirette, IVA, IRAP e sostituti di imposta.

2. I Costi

L’adesione alla procedura di collaborazione volontaria non può essere considerata un condono in quanto comporta il totale pagamento delle maggiori imposte dovute e consente esclusivamente l’abbattimento delle sanzioni, non è quindi possibile ipotizzare a priori un costo predefinito in quanto quest’ultimo dipenderà dall’effettivo carico fiscale ipotizzabile sul singolo soggetto.

Ciò che invece sarà possibile ipotizzare è la riduzione delle sanzioni che si applicheranno nella misura minima del 3 % nel caso in cui siano interessati stati non black list e del 6 % nel caso di stati black list.

Particolari agevolazioni sono inoltre riservate ai soggetti detentori di somme in stati black list che stipulino con l’Italia una convenzione per lo scambio di informazioni entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto sulla collaborazione volontaria.

Inoltre, vi è anche la possibilità di ridurre ulteriormente il carico sanzionatorio nel caso in cui le attività siano detenute in Italia oppure in un paese membro UE o aderente allo spazio economico europeo oppure se a seguito della procedura di collaborazione volontaria le somme siano trasferite in uno degli stati sopra considerati.

Particolarmente conveniente (anche rispetto all’ultima edizione dello scudo fiscale) potrebbe ad esempio risultare la regolarizzazione di immobili detenuti in Svizzera e non dichiarati al fisco italiano a seguito di successione.

In questo caso, ipotizzando che l’apertura della successione sia avvenuta nel corso del 2013 e che l’immobile non abbia prodotto alcun reddito, la sanatoria per l’omessa compilazione del quadro RW sconterà la sanzione del 3 % ridotta alla metà e ad un terzo in seguito ad avvenuta adesione.

Ulteriori considerazioni – nel caso in esame - andranno effettuate relativamente all’omissione dell’IVIE eventualmente dovuta.

Attenta valutazione andrà effettuata in relazione alle sanzioni dovute per l’omesso versamento delle imposte che - anche se in occasione dell’adesione alla procedura di voluntary disclosure saranno ridotte di un quarto - possono raggiungere anche il 200% con aumenti di 1/3 nel caso di redditi prodotti in paesi black list

Trattasi comunque di importi rilevanti.

3. Procedura

Ad oggi, non è ancora possibile ipotizzare nel dettaglio quali saranno in concreto le modalità di svolgimento della procedura non essendo ancora disponibile il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che la legge prescrive debba essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge istitutiva.

E’ comunque ipotizzabile prevedere che- a seguito della presentazione dell’istanza – l’Agenzia delle Entrate innanzitutto effettuerà delle verifiche volte a riscontrare la bontà delle dichiarazioni rese dal contribuente e solo successivamente notificherà gli atti impositivi contenenti la pretesa tributaria e gli inviti al contraddittorio.

Successivamente il contribuente potrà scegliere di accettare la determinazione del quantum effettuata dall’Agenzia oppure procedere con una richiesta di accertamento con adesione, scelta quest’ultima che potrebbe comportare anche un sensibile aumento dei costi di definizione.

L’istanza dovrà essere irretrattabile, spontanea, completa e veritiera ; non sarà quindi possibile sottoporre a condizione la dichiarazione resa nell’istanza così come non sarà possibile accedere alla procedura agevolata nel caso in cui il soggetto abbia conoscenza di verifiche o accertamenti sia fiscali che penali riferibili alle fattispecie da regolarizzare.

L’istanza inoltre dovrà contenere tutti gli elementi necessari al calcolo delle maggiori imposte dovute anche sotto un profilo documentale pena il disconoscimento degli effetti fiscali e la previsione di specifiche fattispecie penali introdotte dall’art 5 septies del provvedimento attuativo nei casi di dichiarazioni mendaci.

Il contribuente provvederà a versare quanto dovuto o in unica soluzione oppure in tre rate mensili di pari importo con l’avvertenza che il mancato pagamento nei termini anche di una sola rata comporterà la decadenza dai benefici.

Una problematica non di poco conto potrebbe verificarsi nei casi in cui un soggetto sia interessato de relato da un procedimento di collaborazione volontaria riferibile ad altrui procedimento.

In questi casi infatti la documentazione contrattuale e gli estratti conto consegnati all’Agenzia delle entrate potrebbero evidenziare particolari relazioni o movimentazioni tali da rendere necessario anche per questo soggetto l’adesione alla procedura di Voluntary Disclosure.

Il coinvolgimento potrebbe avere effetti molto penalizzanti in quanto l’avvio di eventuali accertamenti correlati ad altra procedura di VD comporterebbe per il soggetto accertato l’impossibilità di accedere a sua volta alla procedura di collaborazione volontaria di talché per tale soggetto non rimarrebbe che accedere al nuovo istituto del ravvedimento operoso speciale dopo la notifica con evidente aggravio di costi.

4. Operativamente

Il contribuente interessato alla procedura di collaborazione volontaria avrà di fronte a se diverse ipotesi:

  • Trasferire fisicamente in Italia le attività oggetto di voluntary disclosure;
  • Trasferire fisicamente le attività da un paese black list ad uno stato UE oppure appartenente allo spazio economico europeo
  • Lasciare le attività nello stato estero intestandosi personalmente i rapporti;
  • Lasciare le attività nello stato estero intestandole alla Fidelio Fiduciaria S.r.L. che fungerà da sostituto di imposta

La differenza tra le varie scelte dipenderà innanzitutto dalla natura del bene da “regolarizzare “ oltre che – naturalmente – dalla maggiore o minore confidenza o fiducia nel sistema finanziario ove sono localizzati i fondi.

Di seguito, per praticità, si evidenzia una piccola tabella esplicativa:

Tipologia Opportunità Problematiche
Trasferimento fisico in Italia Riduzione del 50 % delle sanzioni Rischi legati alla fiscalità interna mancanza di riservatezza
Trasferimento in altro paese U.E. o Spazio economico europeo Riduzione del 50 % delle sanzioni Incognite legate al paese
Costi per trasferte
Costi per consulenti locali
Mantenimento nel paese ove si trovano con intestazione personale Semplicità di gestione dell’operazione Obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW)
Assoggettamento ad IVIE o IVAFE Riduzione delle sanzioni al 25 %
Mantenimento nel paese ove si trovano ed intestazione alla Fiduciaria Fiduciaria quale sostituto di imposta
Esclusione obblighi di monitoraggio fiscale (no quadro RW)
Riduzione del 50 % delle sanzioni
Obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW)
Assoggettamento ad IVIE o IVAFE Riduzione delle sanzioni al 25 %

Vincenzo Stuppia



Dottore Commercialista e Revisore Legale. Registered Trust and Estate Practitioner. Professionista accreditato dall’Associazione il Trust in Italia.


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