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Compliance fiscale

I beni, le spese ed il tenore di vita della famiglia

Introduzione
Nell’ambito delle ordinarie procedure finalizzate al controllo ed all’accertamento del reddito imponibile, l’Agenzia delle Entrate ha di recente inaugurato una nuova e diversa strategia finalizzata – per quanto possibile – all’accertamento della effettiva capacità contributiva.

Il fisco ha oggi a disposizione tre strumenti lo spesometro, l’accertamento sintetico ed il redditometro che si basano sul concetto che il contribuente può spendere solo nel limite dei redditi dichiarati.

L’accertamento sintetico ed il redditometro prevedono la rideterminazione del reddito dichiarato sulla base delle spese che il contribuente ha effettivamente sostenuto o che si presume abbia sostenuto.

Rimane a carico del contribuente l’onere di provare che le spese così come sopra individuate sono state sostenute con redditi diversi da quelli dichiarati e comunque legittimamente esclusi dalla base imponibile perché esenti da imposta o da non dichiarare.

Se da una parte l’inversione dell’onere della prova grava interamente sul contribuente vi è comunque da sottolineare come:
  • la presunzione del fisco è considerata presunzione semplice e come tale suscettibile di prova contraria
  • Vi è una franchigia di inaccertabilità del 20 % del dichiarato
  • Non verranno presi in considerazione scostamenti inferiori ad € 12.000,00 (*)

(*) Dichiarazione del vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate Marco di Capua

Momento centrale dell’intera fase accertativa sarà il contradditorio con l’Agenzia delle entrate nel corso del quale potranno essere fatte valere prove ed eccezioni varie; si raccomanda quindi di tenere traccia delle modalità di sostenimento delle spese

Vincenzo Stuppia



Dottore Commercialista e Revisore Legale. Registered Trust and Estate Practitioner. Professionista accreditato dall’Associazione il Trust in Italia.


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