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La normativa fiscale delle associazioni e società sportive dilettantistiche

Ai fini dell’Iva e delle imposte dirette, alle associazioni sportive dilettantistiche si applicano le disposizioni per gli enti non commerciali. Inoltre assumono particolare rilievo le norme speciali quali la Legge 398/1991, la Legge 289/2002.

Le norme tributarie originariamente previste per le associazioni sono state estese dalla legge 289/2002 anche ai soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica costituiti nella forma di società di capitali. Le norme di favore previste per le associazioni e società sportive si applicano a condizione che tali enti sono in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI quale garante dell’unicità dell’ordinamento sportivo nazionale.

Nell’ambito della tassazione diretta, alle associazioni sportive dilettantistiche si applicano in generale le disposizioni previste ai fini IRES per gli enti non commerciali (artt. 143-149 del TUIR) e alle società sportive dilettantistiche le disposizioni del TUIR relative all’IRES dovuta dalle società di capitali (artt. 81-142).

Ai fini Iva, le operazioni poste in essere dagli enti non commerciali sono soggette ad un regime impositivo diverso a seconda che la operazione sia svolta nell’ esercizio di attività istituzionale, ovvero nello svolgimento di attività commerciale. Per le associazioni sportive, l’Iva si applica sulle operazioni commerciali, fermo restando la possibilità di avvalersi di norme agevolative quali quelle previste dalla Legge 398/1991.

I soggetti che non svolgono per oggetto esclusivo o principale una attività commerciale devono tenere una contabilità separata per distinguere l’attività non commerciale (non rilevante ai fini Iva ai sensi dell’art. 4 del DPR 633/72) da quella commerciale rilevante ai fini Iva.

Luca Scarpa



Dottore Commercialista e
Revisore Legale.


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