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Disciplina civilistica associazioni e società sportive dilettantistiche

Le associazioni e le società sportive dilettantistiche sono enti di diritto che si costituiscono grazie ad un accordo tra un gruppo di persone avente come oggetto lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica , senza fine di lucro.

L’art. 90 comma 17 della Legge 27.12.2002 n. 289 ( Finanziaria 2003 ) stabilisce che l’esercizio di attività sportiva dilettantistica può avvenire mediante una delle seguenti forme giuridiche:
  • associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato;
  • associazione sportiva priva di personalità giuridica;
  • società sportiva di capitali o società cooperativa.

L’attività sportiva può essere esercitata sia in forma professionistica sia in forma dilettantistica.

L’attività sportiva dilettantistica è caratterizzata dallo svolgimento di attività sportiva di natura non lucrativa, ma ideale.

Per attività sportiva professionistica si intende l’attività sportiva esercitata a titolo oneroso con carattere di continuità nelle discipline regolamentate dal Coni.

La distinzione tra associazioni riconosciute e non riconosciute si fonda sul fatto che soltanto le prime hanno chiesto ed ottenuto il riconoscimento di cui all’art. 1 del DPR 10/02/2000 n.361 (registro delle persone giuridiche istituito presso la Regione, in cui devono iscriversi gli enti le cui finalità statutarie si esauriscono nell’ambito della Regione stessa, registro nazionale delle persone giuridiche in cui devono iscriversi gli enti che operano nell’ambito di più Regioni o che agiscono a livello nazionale). Con il riconoscimento, l’associazione acquisisce la personalità giuridica e si caratterizza per la completa separazione tra il patrimonio dell’ente e quello dei singoli associati. Nelle associazioni non riconosciute, invece ai sensi del codice civile, delle obbligazioni assunte rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

Nell’ambito dello sport dilettantistico, le associazioni non riconosciute, rappresentano la figura giuridica numericamente prevalente. Tale preferenza dipende dalla semplicità nella costituzione, dalla mancanza di obblighi di pubblicità e di controlli da parte dell’autorità amministrativa.

Al fine di incentivare la promozione dell’attività sportiva dilettantistica, il legislatore dal 2003 ha previsto la possibilità per gli enti sportivi di costituirsi anche nella forma di società di capitali e società cooperativa , senza finalità di lucro (soggettivo). L’acquisto dello status di società sportiva dilettantistica è subordinato al rispetto di determinati vincoli di forma e di contenuti statutari stabiliti dalla Legge 289/2002.

In particolare occorre prevedere:
  • nell’oggetto sociale il riferimento all’organizzazione di attività sportiva dilettantistica;
  • l’assenza di fini di lucro e la indicazione che i proventi delle attività non possono essere suddivisi tra i soci;
  • l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento della società.

Le associazioni sportive dilettantistiche sono soggette a fallimento se esercitano una attività di impresa commerciale. Le società sportive dilettantistiche, costituite nella forma di società di capitali, in presenza dei presupposti previsti dagli artt. 2082 e 2195 c.c. e dall’art. 1 della Legge Fallimentare sono soggette al fallimento.

Le società cooperative, per contro, sono assoggettate in caso di insolvenza a liquidazione coatta amministrativa e a fallimento se esercitano attività commerciale. In base al criterio temporale della prevalenza, si applica la procedura concorsuale instaurata prima.

Luca Scarpa



Dottore Commercialista e
Revisore Legale.


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